Recupero di oggi pomeriggio in prossimità di un accampamento americano sull’Appennino Bolognese. Tra i segnali più forti è emerso un reperto massiccio e iconico: il dente di un cingolo appartenuto a un mezzo corazzato statunitense.
Immaginare questi giganti d’acciaio, come i carri Sherman o gli M5 Stuart, inerpicarsi lungo i nostri crinali fangosi e impervi rende bene l’idea dello sforzo logistico e meccanico compiuto durante l’avanzata verso Bologna. Questo singolo componente, che serviva a dare trazione e stabilità al mezzo, è il testimone silenzioso della forza d’urto corazzata che ha segnato le fasi finali della guerra nel nostro settore.
