Questo incredibile e raro ritrovamento è frutto di anni di continui studi e costanti ricerche effettuate sul nostro territorio.
Avevamo individuato da anni le postazioni lungo la statale Futa, in prossimità di Pianoro, tenute negli ultimi mesi di guerra dalla Prima Compagnia Arditi GNR comandata dal Capitano Gaspare Pifferi.
Nelle numerose ricerche che abbiamo effettuato nel corso degli anni siamo riusciti a recuperare numerosi oggetti riconducibili ai soldati appartenuti a questo reparto.
Di particolare interesse è stato il ritrovamento di un elmetto italiano fregiato con la “M” rossa e di alcune gavette italiane incise con iniziali e nomi.
In questa lunga e complicata ricerca non avevamo recuperato nessun distintivo o mostrina riconducibili alla Prima Compagnia Arditi GNR, vuoi perché erano souvenir ambiti dai soldati americani, vuoi perché durante la resa venivano rimossi per evitare spiacevoli conseguenze in caso di contatto con le formazioni partigiane.
Ma la costanza e una dose di fortuna ci hanno consentito di recuperare due coppie di fasci littori da bavero, un paio di bottoni da giacca della M.V.S.N. e una bellissima coppia di mostrine da bavero, secondo modello della GNR, appartenute a un legionario della Prima Compagnia Arditi.
Quello che siamo riusciti a recuperare è un frammento di storia, come viene descritto nei capitoli finali del libro “Meravigliosi soldati”:
«Nella notte tra il 17 e il 18 aprile 1945 il plotone posizionato a 800 metri a nord di Zula, con compiti di retroguardia al centro dello schieramento, fu circondato dal 363° Reggimento della 91ª Divisione americana e il giorno 18 venne in gran parte catturato, ufficiale compreso».
Con questo incredibile recupero chiudiamo un ciclo di ricerche che ha avuto inizio parecchi anni addietro.
