Una storia d’amore e di guerra
La storia inizia sulle sponde opposte dell’Oceano Atlantico. Charles Edward Starita nasce il 20 settembre 1918 a Jersey City, nel New Jersey. Cresce in una famiglia di origine italiana: il padre Joseph e la madre Margherita avevano portato con sé tradizioni e lingua dall’Italia. Quest’ambiente familiare permette al piccolo Charles di crescere parlando anche un po’ d’italiano in famiglia, un dettaglio che si rivelerà fondamentale per il suo futuro.
A migliaia di chilometri di distanza, il 4 marzo 1928, nasce a Loiano, sull’Appennino bolognese, Anna Maria Dall’Omo, figlia di Enrico Dall’Omo e Giuseppina Salomoni. La sua giovinezza serena viene bruscamente interrotta dagli orrori della Seconda guerra mondiale, costringendola a subire durissime privazioni.
Nel 1941, prima dell’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, Charles viene chiamato alle armi tramite la coscrizione obbligatoria, con la matricola militare 32168181. Viene assegnato al 351º Reggimento di Fanteria dell’88ª Divisione, i celebri “Blue Devils”.
Dopo un duro periodo di addestramento nei campi militari americani, l’unità si imbarca per l’Europa e sbarca a Napoli nel febbraio del 1944. Da quel momento Charles partecipa in prima linea alla risalita della penisola, combattendo nei sanguinosi scontri della Linea Gustav a Cassino e prendendo parte alla liberazione di Roma nel mese di giugno. Proseguendo l’avanzata verso nord, l’unità giunge sull’Appennino tosco-emiliano e il 5 ottobre partecipa alla liberazione di Loiano. In seguito, le truppe vengono dislocate nei borghi limitrofi.
Durante l’occupazione tedesca, la giovanissima Anna lavora presso il loro comando a Villa Borsari a Roncastaldo, occupandosi di cucina e pulizie. I bombardamenti legati all’avanzata alleata costringono la famiglia Dall’Omo a sfollare a Vezzano, prima in una casa e poi in una stalla.
È proprio in questo scenario che i destini di Charles e Anna si incrociano, come ricordava la stessa Anna nei suoi racconti:
«Lavoravo per i tedeschi a Villa Borsari a Roncastaldo, facevo le pulizie e gli preparavo da mangiare e sono sempre stata trattata bene. Poi arrivarono le cannonate a Loiano e fummo sfollati a Vezzano. Un giorno vedemmo da lontano gli americani e gli urlavamo “Venite vi aspettiamo!”.
Un giorno a Vezzano bussarono alla porta ed erano gli americani. Eravamo sfollati a Vezzano prima in una casa poi in una stalla. Gli americani si posizionarono attorno al borghetto di Vezzano, c’erano tende e mezzi da tutte le parti. Gli americani erano molto gentili, ci trattavano molto bene, non abbiamo avuto più paura e se volevamo qualche cosa loro ce la davano. In quel periodo mio padre e un mio fratello erano sotto le armi ma scapparono e ritornarono a Loiano. Quando tornammo a Loiano il paese era completamente distrutto.
Charly (Charles E. Starita) l’ho conosciuto perché abitava a casa di mia zia a Vezzano. Lui parlava qualche parola di italiano perché era figlio di immigrati e così abbiamo iniziato a conoscerci».
Nell’inverno del ’44 il fronte si arresta per mesi sulla Linea Gotica e si instaura un rapporto di fiducia e reciproco aiuto fra soldati e civili. Tra Charles e Anna si sviluppa un sincero affetto, consolidato nei lunghi mesi invernali, fino alla ripresa delle operazioni militari che costringono Charles a riprendere l’avanzata verso il nord. La promessa di tornare da Anna rimane per Charles un punto fermo durante gli ultimi mesi di guerra.
Poi, l’improvviso e pesante silenzio. Per circa sei lunghi mesi il conflitto strappa ogni filo di comunicazione: in quel tempo sospeso, consumato dall’angoscia e dalla speranza, nessuno dei due sa se l’altro sia ancora vivo, né se il destino concederà loro la grazia di potersi mai ritrovare.
Con il termine delle ostilità nel maggio del 1945, Anna fa ritorno a Loiano. Lungo la strada le colonne di mezzi americani sfilano senza sosta dirette verso il porto di Livorno per il rimpatrio delle truppe: ogni convoglio che passa è una scossa al cuore, la speranza disperata di scorgere il volto di Charles tra i soldati in partenza, ma il destino li fa sfiorare soltanto. Charles passa invece da Vezzano: è lì che ritrova la zia di Anna ed è a lei che riconferma con certezza la promessa che aveva custodito durante gli ultimi mesi del conflitto: «Dica ad Anna che quando torno, la voglio sposare».
Charles fa temporaneamente rientro negli Stati Uniti ma sceglie di rimanere nell’esercito come militare di carriera per essere riassegnato al teatro europeo. Mantiene la parola: attraversa nuovamente l’Atlantico e torna dove tutto aveva avuto origine. Nel 1947, a Loiano, finalmente al riparo dal rumore delle armi, Anna e Charles coronano il loro sogno unendosi in matrimonio.
La storia di Anna s’inserisce nel fenomeno storico delle War Brides (le “spose di guerra”): migliaia di giovani donne europee che, all’indomani del conflitto, sposarono soldati statunitensi e ottennero canali d’immigrazione preferenziali grazie alle leggi speciali approvate dal Congresso americano (War Brides Act), intraprendendo il viaggio verso una nuova vita oltreoceano.
Tra il 1947 e il 1950 la coppia vive anni intensi, segnati da frequenti trasferimenti d’oltremare tra l’Italia e gli Stati Uniti. Negli USA nasce la loro primogenita, Carla Ann. Nell’ottobre 1948 Anna raggiunge ufficialmente gli Stati Uniti come immigrata a bordo della SS USAT Mercy. Successivamente, dopo un soggiorno estivo in Italia nel 1950, Anna rientra definitivamente negli Stati Uniti a bordo del transatlantico Vulcania insieme alla piccola Carla Ann.
La prima sistemazione stabile della famiglia è presso la base militare di Fort Benning a Columbus, in Georgia, dove Charles opera come istruttore nel reparto trasporti dell’esercito assumendo incarichi di crescente responsabilità.
La carriera di Charles – che lo vedrà raggiungere il grado di Sergente di Prima Classe (SFC) – impone un ritmo di continui trasferimenti tra la Georgia, la Virginia e la Germania. Nel corso di questo lungo viaggio la famiglia si allarga con la nascita di altri tre figli: Robert, Richard e Paul. Il 15 giugno 1953, presso la Corte Distrettuale di Columbus, Anna Maria ottiene ufficialmente la cittadinanza statunitense.
Intorno al 1961, dopo vent’anni di servizio nell’U.S. Army, Charles si ritira dalla vita militare. La famiglia si stabilisce a Wood-Ridge, nel New Jersey, e Charles lavora per altri vent’anni come impiegato postale a Jersey City. Anna si dedica ai figli, integrandoli nella società americana senza mai abbandonare le proprie radici emiliane, la passione per la maglia e l’arte della pasta fatta in casa.
Il legame con l’Appennino non si spezza mai: per decenni Charles e Anna fanno ritorno a Loiano ogni estate, custodendo le amicizie nate durante la guerra. Charles si spegne all’età di 89 anni il 31 agosto 2008. Anna lo raggiunge il 6 dicembre 2025, alla soglia dei 97 anni, circondata dall’affetto della famiglia che, negli anni, si era allargata fino a comprendere quattro nipoti, sette pronipoti e sei bispronipoti.
Ringraziamenti
Questo racconto è stato possibile grazie alla generosità della famiglia Starita, che ha scelto di condividere fotografie, oggetti e ricordi custoditi per decenni.
Un sentito ringraziamento va alla famiglia e, in particolare, a Paul Starita, che si è occupato direttamente della donazione. La sua disponibilità, la fiducia accordata e il legame mantenuto con Loiano hanno reso possibile ricostruire questa storia e conservarne la memoria.
La conservazione della memoria è sempre un’opera collettiva. Questo lavoro nasce dalla fiducia di chi ha scelto di condividere la propria storia, permettendo di ricostruire e tramandare la vicenda di Charles e Anna.
